GPS sull'orlo della catastrofe?

Mercoledì 08 Luglio 2009 00:00

Si può fare a meno oggigiorno del Global Positioning System (GPS)? Evidentemente no, se si considera il numero di applicazioni e tecnologie che basano la propria utilità sul suddetto sistema di posizionamento satellitare.

 

Il sistema, sviluppato negli anni '80 è da allora gestito interamente dalla Air Force statunitense, che negli ultimi anni ha comunque fallito la sua missione di rinnovamento del network di satelliti per mantenere in buona salute l'infrastruttura.

Il rapporto consegnato al Congresso dal Government Accountability Office è spietato nel descrivere l'attuale stato delle cose, spiegando che la Air Force non è riuscita a costruire satelliti GPS adeguatamente contenuti negli obiettivi di costo e di programma con i 2 miliardi di dollari messi a disposizione per lo scopo dall'Amministrazione.

Se gli obiettivi di costruzione non verranno mantenuti, avverte il GAO, ci sono buone possibilità che a partire dal 2010, con il previsto malfunzionamento dei vecchi satelliti già in orbita, l'intera costellazione GPS cadrà sotto il numero di satelliti richiesti per fornire il livello di servizio GPS che il governo degli Stati Uniti si aspetta. Il network GPS è considerato uno strumento essenziale per la sicurezza nazionale statunitense, e col tempo si è trasformato nel cuore di innumerevoli applicazioni eminentemente hi-tech: navigatori per auto, localizzatori professionali, militari e amatoriali per finire con la next generation degli smartphone.

Tutto questo finirebbe inesorabilmente per degradare sino alla possibile inutilizzabilità, con una involuzione tecnologica generalizzata impossibile da accettare. In realtà ci sono tutta una serie di misure che la Air Force e altri possono mettere in piedi per ridurre l'impatto di tale involuzione, anche se allo stato attuale gli eventi sono ancora in divenire e non tutto è ancora perduto. Una delle principali conseguenze delle estreme difficoltà che il sistema GPS dovrà affrontare nel futuro imminente è poi la possibilità, per i concorrenti o presunti tali, di accelerare il processo di sviluppo e deployment di network alternativi come il solito Galileo di produzione europea o anche le reti di Russia, Cina e India.

Tratto da un articolo di Alfonso Maruccia per Punto Informatico

 
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